Nera su biancoVincenzo Cristaldi, il mistero degli ultimi 300 metri: dall’auto abbandonata al corpo nel terreno recintato
Giardini del Duglia ·

Alle 18 di martedì 29 settembre Vincenzo Cristaldi, 72 anni, smette di dare notizie. Non rientra a casa, la sorella prova a contattarlo senza riuscirci e scatta l'allarme.
Da quel momento bisogna seguire le poche tracce rimaste.
La prima è la sua automobile.
Viene ritrovata regolarmente parcheggiata. Non è davanti al luogo in cui verrà rinvenuto il corpo: mancano circa 300 metri. E dentro la macchina c'è un particolare importante: Cristaldi ha lasciato il telefono cellulare nell'abitacolo.
Dunque da quel punto in avanti non c'è più neppure il telefono a seguirne gli spostamenti. Ma ci sono le telecamere.
Le immagini acquisite dagli investigatori avrebbero ripreso il settantaduenne mentre lascia l'auto e percorre a piedi quei 300 metri. Si dirige verso un piccolo terreno privato recintato, nelle vicinanze dell'asilo comunale e non lontano dall'ospedale di Cariati. Cristaldi entra. Ed è qui che la ricostruzione si interrompe.
Intorno alle 11.30 del giorno successivo, proprio all'interno di quel terreno, viene trovato il suo corpo.
L'area apparterrebbe a un parente. La circostanza è importante perché offre una possibile spiegazione alla presenza di Cristaldi in una proprietà privata. Ma apre inevitabilmente un'altra domanda: perché aveva lasciato l'auto 300 metri prima e si era diretto proprio lì?
Soprattutto, bisogna capire cosa sia accaduto dopo il suo ingresso.
Sul corpo sarebbe stato riscontrato un evidente trauma cranico. È questo l'elemento che rende decisiva la ricostruzione degli ultimi minuti.
Una delle ipotesi è quella di una caduta accidentale. Cristaldi potrebbe essersi procurato la ferita entrando nel terreno oppure cadendo da un albero presente nella proprietà. Un'altra ipotesi è quella del malore.
Ma l'ordine degli eventi cambia tutto.
Prima il malore e poi la caduta? Oppure prima la caduta e poi il trauma che potrebbe averne provocato la morte?
È la domanda alla quale dovrà rispondere l'esame medico-legale e, se verrà disposta, l'autopsia.
Ci sono poi altri particolari che possono aiutare a chiudere il vuoto rimasto nella ricostruzione. A che ora Cristaldi parcheggia l'auto? Quanto tempo passa prima che raggiunga il terreno? Le telecamere registrano soltanto il suo ingresso oppure consentono di stabilire anche se qualcun altro sia entrato o uscito da quell'area nelle ore successive? E soprattutto: qual è l'ora della morte?
Sono elementi decisivi perché consentirebbero di restringere il periodo nel quale è accaduto qualcosa che, al momento, nessuna ricostruzione pubblica riesce ancora a spiegare.
Per ora esiste una sequenza.
Ore 18: Cristaldi non dà più notizie. L'auto viene ritrovata con il cellulare all'interno. Trecento metri percorsi a piedi. Le telecamere lo riprendono mentre raggiunge il terreno. Il giorno dopo, alle 11.30, viene trovato morto. Sul corpo, un trauma alla testa.
Fino all'ingresso nel terreno abbiamo delle tracce.
È quello che accade dopo quel momento che ancora manca.
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