Nera su biancoCosenza, finalmente il carabiniere Restaneo va via: trasferito nel Lazio dopo la morte di Momo
Giardini del Duglia ·

Luca Restaneo lascia Cosenza. L’Arma dei carabinieri ha disposto il trasferimento del vice brigadiere nel Lazio. Arriva finalmente quell’allontanamento che, dopo la morte di Mohamed Amin Bessioud, la famiglia e quanti chiedono giustizia per Momo ritenevano necessario.
Restaneo è il carabiniere che il 23 luglio si trovava nell’abitazione di Mohamed Amin Bessioud, in via dei Mille, durante il controllo finito con la morte del ragazzo. Momo è precipitato dal balcone con le manette ai polsi, quelle che Restaneo gli ha poi tolto mentre era a terra, come documenta il video girato subito dopo la caduta. Un gesto che solleva il sospetto che volesse eliminare dalla scena la prova dell’ammanettamento e delle modalità con cui aveva condotto il controllo. La rimozione delle manette è stata confermata anche dai difensori di Restaneo, che hanno respinto le accuse e sostenuto la correttezza del suo operato.
Sua madre Nabila, però, aveva indicato proprio Restaneo come il carabiniere che da mesi tormentava il figlio, denunciando ripetuti maltrattamenti e vessazioni durante i controlli precedenti.
Di fronte a una vicenda ancora tutta da chiarire, chiedere che il vice brigadiere fosse tenuto lontano dalla strada e dal contatto con i cittadini era il minimo. Una richiesta di responsabilità rivolta a un’istituzione che affida ai propri uomini il potere di fermare, perquisire e privare una persona della libertà.
Il 6 settembre era stato segnalato il suo ritorno al pattugliamento per le strade di Cosenza. Il giorno successivo i suoi legali avevano comunicato la sospensione provvisoria dalle funzioni operative, contestando anche quella misura e attribuendola alla pressione mediatica.
Adesso arriva il trasferimento nel Lazio. Restaneo non presterà più servizio a Cosenza. L’Arma ha finalmente preso una decisione che interrompe la sua presenza in questa città.
Restano però tutte le domande sulla morte di Momo: la necessità e le modalità dell’ammanettamento, la gestione di un ragazzo dalla fragilità psichica denunciata dai familiari, ciò che accadde nell’appartamento, i tempi delle chiamate e dei soccorsi. Restano le accuse della madre, che devono ricevere risposte fondate sugli accertamenti.
Restaneo cambia destinazione. La famiglia di Momo continua ad aspettare giustizia. E quella non può essere sostituita da un trasferimento.
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