Martedì 6 ottobre 2026
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Cosenza, finalmente il carabiniere Restaneo va via: trasferito nel Lazio dopo la morte di Momo

Giardini del Duglia ·

Cosenza, finalmente il carabiniere Restaneo va via: trasferito nel Lazio dopo la morte di Momo

Luca Restaneo lascia Cosenza. L’Arma dei carabinieri ha disposto il trasferimento del vice brigadiere nel Lazio. Arriva finalmente quell’allontanamento che, dopo la morte di Mohamed Amin Bessioud, la famiglia e quanti chiedono giustizia per Momo ritenevano necessario.

Restaneo è il carabiniere che il 23 luglio si trovava nell’abitazione di Mohamed Amin Bessioud, in via dei Mille, durante il controllo finito con la morte del ragazzo. Momo è precipitato dal balcone con le manette ai polsi, quelle che Restaneo gli ha poi tolto mentre era a terra, come documenta il video girato subito dopo la caduta. Un gesto che solleva il sospetto che volesse eliminare dalla scena la prova dell’ammanettamento e delle modalità con cui aveva condotto il controllo. La rimozione delle manette è stata confermata anche dai difensori di Restaneo, che hanno respinto le accuse e sostenuto la correttezza del suo operato.

Sua madre Nabila, però, aveva indicato proprio Restaneo come il carabiniere che da mesi tormentava il figlio, denunciando ripetuti maltrattamenti e vessazioni durante i controlli precedenti.

Di fronte a una vicenda ancora tutta da chiarire, chiedere che il vice brigadiere fosse tenuto lontano dalla strada e dal contatto con i cittadini era il minimo. Una richiesta di responsabilità rivolta a un’istituzione che affida ai propri uomini il potere di fermare, perquisire e privare una persona della libertà.

Il 6 settembre era stato segnalato il suo ritorno al pattugliamento per le strade di Cosenza. Il giorno successivo i suoi legali avevano comunicato la sospensione provvisoria dalle funzioni operative, contestando anche quella misura e attribuendola alla pressione mediatica.

Adesso arriva il trasferimento nel Lazio. Restaneo non presterà più servizio a Cosenza. L’Arma ha finalmente preso una decisione che interrompe la sua presenza in questa città.

Restano però tutte le domande sulla morte di Momo: la necessità e le modalità dell’ammanettamento, la gestione di un ragazzo dalla fragilità psichica denunciata dai familiari, ciò che accadde nell’appartamento, i tempi delle chiamate e dei soccorsi. Restano le accuse della madre, che devono ricevere risposte fondate sugli accertamenti.

Restaneo cambia destinazione. La famiglia di Momo continua ad aspettare giustizia. E quella non può essere sostituita da un trasferimento.

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