Come campiamoCosenza, l’asilo nido costa fino a 530 euro al mese: più del doppio di Catanzaro, Crotone e Vibo
Con 25mila euro di Isee, retta e mensa arrivano a 530 euro al mese. A Catanzaro ne bastano 220: Cosenza è la più cara tra i capoluoghi…
Giardini del Duglia ·

La malattia non guarda il conto in banca. La sanità calabrese, sempre più spesso, sì.
Se hai i soldi, paghi una visita privata, fai una risonanza, una TAC, un esame specialistico. Se non li hai, ti metti in fila. Aspetti settimane, mesi, qualche volta anche di più. E intanto il dolore continua, la malattia avanza, la paura cresce.
In Calabria oltre 180mila persone hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria nel 2024. Un numero impressionante, che racconta una realtà ancora più drammatica: migliaia di cittadini non riescono a curarsi perché non possono sostenere i costi delle prestazioni oppure si scontrano con liste d'attesa interminabili.
In Calabria la differenza tra chi può curarsi e chi non può permetterselo sta diventando una questione di classe sociale. La Costituzione garantisce la salute come diritto fondamentale, ma tra quello che c'è scritto nell'articolo 32 e quello che succede negli ospedali e negli ambulatori calabresi si è aperto un abisso.
Dietro quei 180mila cittadini ci sono pensionati, disoccupati, lavoratori precari, famiglie che devono fare i conti con stipendi insufficienti e bollette sempre più care. Persone che rimandano un controllo, rinunciano a un accertamento, convivono con un problema di salute perché non possono permettersi di pagare.
Chi dispone di qualche centinaio di euro può rivolgersi alla sanità privata. Chi vive con una pensione minima, uno stipendio da mille euro o non ha un lavoro deve scegliere tra le bollette, la spesa e la propria salute.
La sanità pubblica dovrebbe cancellare le differenze economiche davanti alla malattia. In Calabria rischia invece di renderle ancora più crudeli.
Perché chi ha denaro può abbreviare i tempi, scegliere uno specialista, ottenere rapidamente un esame. Chi non ne ha deve affidarsi alle disponibilità del servizio pubblico, anche quando una diagnosi tempestiva potrebbe fare la differenza.
E questa è la parte più drammatica: non tutti possono permettersi nemmeno di scoprire se sono malati.
Una visita specialistica può essere il primo passo per individuare una patologia. Un esame diagnostico può fare la differenza tra una diagnosi tempestiva e una tardiva. Rinunciare per ragioni economiche non significa soltanto sopportare un dolore: può significare perdere tempo prezioso.
La Calabria, secondo le rilevazioni sui livelli essenziali di assistenza, continua a occupare le ultime posizioni nazionali. E mentre si annunciano nuovi ospedali, investimenti milionari, riorganizzazioni e riforme, migliaia di persone incontrano difficoltà persino a ottenere una semplice visita specialistica.
Il risultato è una sanità a due velocità: quella di chi può pagare e quella di chi deve aspettare. Due percorsi diversi davanti alla stessa malattia, con una differenza fondamentale: il reddito.
E allora bisogna porre una domanda precisa al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che guida anche la struttura commissariale della sanità calabrese: quanti calabresi devono ancora rinunciare a una visita o a un esame prima che le liste d'attesa diventino un'emergenza da affrontare con risultati verificabili?
Non bastano le inaugurazioni, i progetti, le conferenze stampa e le promesse di una sanità migliore. Il diritto alla salute si misura anche nella possibilità concreta di prenotare una visita, sottoporsi a un esame e ricevere una diagnosi senza dover mettere mano al portafoglio.
Perché un diritto che puoi esercitare soltanto se hai i soldi non è più un diritto garantito a tutti. È un privilegio.
E quando persino la possibilità di curarsi dipende dal reddito, la povertà può diventare una condanna.
Come campiamoCon 25mila euro di Isee, retta e mensa arrivano a 530 euro al mese. A Catanzaro ne bastano 220: Cosenza è la più cara tra i capoluoghi…
Come campiamoDoveva entrare in esercizio nell’ottobre 2024. Due anni dopo apre solo una parte del piano terra e la nuova scadenza per l’ospedale…
Come campiamoLa Base Cosenza chiama alla mobilitazione venerdì 9 ottobre a Piazza Europa: presidio contro caro carburante, bollette e costi di produzione