Portare un bambino all’asilo nido comunale a Cosenza può costare 530 euro al mese. Il dato emerge dallo studio nazionale della Uil sui servizi educativi per la prima infanzia 2025-2026 e colloca Cosenza al vertice dei capoluoghi calabresi per la spesa sostenuta dalle famiglie.
Il conto cambia in base all’Isee. Con 15mila euro di Isee, la retta mensile è di 275 euro, ai quali si aggiungono 80 euro di mensa: totale 355 euro. Con 25mila euro di Isee, la retta sale a 420 euro e la mensa a 110 euro: totale 530 euro al mese.
Il confronto con il resto della Calabria rende il dato ancora più evidente. Per la famiglia-tipo con Isee di 25mila euro, a Catanzaro la retta è di 100 euro più 120 di mensa, totale 220 euro. A Cosenza se ne spendono 530. Più del doppio.
E non parliamo di un servizio marginale. Per l’anno educativo 2025-2026 il Comune di Cosenza ha messo a disposizione 115 posti, 49 nel nido di via Riccardo Misasi e 66 in quello di via Rosario Livatino, con servizio a tempo pieno dalle 8 alle 18.
Le tariffe, inoltre, non sono numeri inventati dalla Uil: lo studio nazionale specifica di aver elaborato le cifre applicando, dove previsto, le formule di calcolo e i sistemi di tariffazione stabiliti dai singoli Comuni. E la Giunta Caruso, con la delibera n. 192 del 25 novembre 2025, ha approvato per il 2026 anche le tariffe del servizio comunale degli asili nido.
È vero che esiste il bonus asilo nido, che può abbattere la spesa effettivamente sostenuta dalle famiglie in presenza dei requisiti previsti. Ma questo non cambia il confronto delle tariffe comunali: a parità di Isee preso in esame dalla Uil, Cosenza resta nettamente più cara degli altri capoluoghi calabresi.
In una città dove stipendi e possibilità di lavoro non sono certamente quelli di Milano, per mandare un figlio al nido comunale una famiglia con 25mila euro di Isee può trovarsi davanti a un conto di 530 euro al mese.
Altro che servizio per aiutare le famiglie. A Cosenza, prima ancora di trovare posto al nido, bisogna poterselo permettere.