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Giardini del Duglia ·

Francesco De Cicco vuole fare il sindaco di Cosenza? A giudicare dai suoi interventi pubblici, dalle iniziative politiche e dai messaggi che pubblica sui social, la risposta sembrerebbe scontata. Eppure, quando arriva il momento di annunciare ufficialmente la candidatura, il consigliere regionale continua a prendere tempo.
Ma che cosa aspetta De Cicco? E soprattutto, di che cosa ha paura?
La domanda nasce da una contraddizione evidente. Sotto i suoi post non mancano gli incoraggiamenti di chi lo vorrebbe alla guida di Palazzo dei Bruzi. C'è chi lo invita a candidarsi, chi gli manifesta fiducia e chi considera la sua discesa in campo una scelta ormai naturale.
Naturalmente i commenti su Facebook non sono un sondaggio elettorale. Ma raccontano un'attesa che De Cicco conosce benissimo e che, con i suoi continui riferimenti alle prossime comunali, contribuisce ad alimentare.
Addirittura, sul suo profilo social è comparso un conto alla rovescia verso le elezioni del 2027. Un modo curioso di aspettare un appuntamento al quale, almeno ufficialmente, non ha ancora deciso di partecipare.
Eppure De Cicco non è un esordiente. Ha già affrontato una campagna elettorale da candidato sindaco, conosce Palazzo dei Bruzi, ha amministrato la città e oggi siede in Consiglio regionale grazie a 6.070 preferenze raccolte nella circoscrizione Nord.
Ha anche costruito un proprio movimento, i Democratici Progressisti Meridionalisti, che si prepara alle prossime amministrative.
Insomma, non gli mancano né l'esperienza politica né un'organizzazione. Gli manca soltanto il coraggio, o la volontà, di pronunciare quelle poche parole: mi candido a sindaco di Cosenza.
A settembre aveva indicato proprio il periodo tra settembre e ottobre come quello delle decisioni. Siamo arrivati a ottobre, ma la riserva rimane.
Nel frattempo Franz Caruso ha manifestato la volontà di chiedere agli elettori un secondo mandato. E De Cicco continua a muoversi in una posizione ambigua: abbastanza vicino alla competizione da essere considerato un possibile protagonista, abbastanza lontano da non assumersi ancora la responsabilità di una sfida diretta.
Forse il problema è proprio Caruso.
Sfidare il sindaco uscente significherebbe rompere definitivamente un equilibrio politico, misurare il proprio consenso in una competizione senza protezioni e assumersi il rischio di perdere.
Finché la candidatura resta un'ipotesi, De Cicco può raccogliere incoraggiamenti, trattare con gli alleati, organizzare liste e mantenere aperte tutte le possibilità. Dal momento in cui dovesse annunciarla, invece, comincerebbe un'altra storia: quella dei programmi, delle alleanze dichiarate, delle responsabilità e soprattutto dei voti.
Ma c'è anche un'altra possibilità. Che De Cicco non voglia davvero candidarsi e stia utilizzando l'ipotesi della sua discesa in campo per aumentare il peso politico del proprio movimento nelle trattative per le prossime elezioni.
Sarebbe una scelta legittima. Ma allora sarebbe altrettanto legittimo dirlo chiaramente a quanti continuano a chiedergli di candidarsi.
Il 14 ottobre è previsto un appuntamento politico dei Democratici Progressisti Meridionalisti. Potrebbe essere l'occasione per chiarire finalmente le intenzioni del movimento e del suo leader.
Perché una cosa è prepararsi a governare Cosenza. Un'altra è continuare a far credere di volerlo fare senza decidere mai.
De Cicco ha davanti una scelta semplice: sfidare Franz Caruso, cercare un accordo con lui oppure restare fuori dalla corsa per Palazzo dei Bruzi.
Ma prima o poi dovrà scegliere. Perché a forza di annunciare una possibile candidatura senza mai candidarsi, il rischio è che anche chi oggi lo incoraggia finisca per stancarsi di aspettare.
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