Sabato 3 ottobre 2026
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Occhiuto, la scalata a Forza Italia: l’obiettivo è diventare politicamente intoccabile

Giardini del Duglia ·

Occhiuto, la scalata a Forza Italia: l’obiettivo è diventare politicamente intoccabile

Solo i calabresi — ovviamente quelli che lo votano, e sono tanti — possono continuare a credere a un personaggio come Roberto Occhiuto, che incarna alla perfezione lo stereotipo più becero del politico bugiardo: quello che dice una cosa e poi ne fa un’altra. E non è un’offesa gratuita, ma un dato concreto supportato dalle sue stesse parole.

Del resto, prendere per il culo la gente sembra essere una sua passione, e la cosa più assurda è che la gente ci casca. Vada per i clienti che vivono delle sue elargizioni con i soldi dei calabresi: quelli si possono capire. Vada per i loro parenti, gli amici e i mendicanti vari. Ma tutti gli altri, quelli che dalla politica non ottengono niente e continuano ad andargli dietro, restano un mistero al pari del triangolo delle Bermuda: entrano nella cabina elettorale e scompare ogni spiegazione razionale.

Chi sia davvero Roberto Occhiuto non lo diciamo noi. Basta leggere quello che il suo ex socio Paolo Posteraro, intercettato dalla DDA, dice di lui parlando con la moglie, Maria Gabriella Dodaro, di professione giudice. Fosse solo questo, sarebbero fatti loro. Il problema è che Roberto Occhiuto governa la Calabria. E adesso si è messo in testa di voler governare anche Forza Italia.

Ed è proprio questo aspetto, negato e smentito per mesi dallo stesso Occhiuto, a mettere nero su bianco la distanza tra quello che dice e quello che poi fa.

Questa è la carrellata di parole pronunciate dallo stesso Occhiuto su una sua eventuale candidatura alla segreteria di Forza Italia.

A dicembre 2025 assicurava: «Nessuna sfida alla leadership di Tajani». A gennaio: «Non mi candido al congresso». Ad aprile spiegava che in Forza Italia «non c’è un tema di leadership». A maggio: «Non cerco incarichi».

Poi, il 10 agosto, sembrava aver chiuso definitivamente il fascicolo: «Non ho alcuna intenzione di fare l’anti-Tajani, anzi l’anti-nessuno». E soprattutto: «Ho voluto occuparmi della Calabria dove resterò per i prossimi quattro anni».

Segnatevi quest’ultima frase. Potrebbe tornare utile.

Perché siamo al primo ottobre e ieri, alla presentazione romana del suo libro, il governatore calabrese ha cominciato a spiegare come dovrebbe cambiare Forza Italia.

Gestione più condivisa. Comunicazione da cambiare. Un partito che deve recuperare «smalto». E infine la frase che vale più di tutte le precedenti smentite: «Sul futuro non escludo un mio impegno più diretto».

Da «non cerco incarichi» a «non escludo un mio impegno più diretto». Cinque mesi appena. E nel mezzo una lunga serie di smentite che oggi si smentiscono da sole.

Ma sarebbe ingenuo pensare che tutta questa agitazione serva soltanto a restituire «smalto» a Forza Italia. Occhiuto sta costruendo soprattutto la propria posizione dentro Forza Italia. Più peso nel partito, più rapporti a Roma, più uomini attorno, più potere: tutti ingredienti che sembrano avere un unico obiettivo, renderlo politicamente intoccabile.

E qui la politica, si fa per dire, incrocia inevitabilmente anche il resto. Perché diventare politicamente intoccabile può essere particolarmente utile quando sulla propria strada ci sono anche delle inchieste giudiziarie. E Occhiuto ne ha ancora di importanti che lo riguardano: la Procura di Catanzaro ha chiesto di proseguire le indagini nell’inchiesta per corruzione, mentre a Roma è stata chiusa quella sull’auto blu con l’accusa di truffa. Occhiuto ha sempre rivendicato la correttezza del proprio operato e sulla vicenda di Catanzaro aveva detto di confidare in una celere archiviazione. Una poltrona, naturalmente, non cancella un’inchiesta. Ma più quella poltrona diventa importante, più diventa pesante l’uomo che ci sta seduto.

Altro che recuperare lo «smalto» di Forza Italia. Occhiuto, intanto, sta lucidando la propria corazza.